giovedì 15 dicembre 2011

Il blog della Libreria Marco Polo: Auguri, Venezia...

Il blog della Libreria Marco Polo: Auguri, Venezia...: L'albero di Natale della vetrina di Libreria Marco Polo è fatto con i libretti dell'editore Corte del Fontego. Questi sedici libretti sono ...

domenica 16 ottobre 2011

Alberto Vitucci su «La Nuova Venezia», 15 ottobre 2011

Le orde di turisti, il ponte «di debole Costituzione», le meganavi e il cemento in una collana di instant book che raccontano una pericolosa trasformazione

Un'idea di sviluppo fondata soltanto sulla «ricchezza facile» e sul turismo. Una città spremuta e violentata da 22 (presto diventeranno 30) milioni di visitatori ogni anno. Sviluppo insostenibile, che minaccia da vicino un ambiente unico al mondo, dagli equilibri delicatissimi. E' questo il filo conduttore di una nuova collana di saggi editi dalla piccola casa editrice veneziana Corte del Fontego. Alla cultura e alla tenacia di Marina Zanazzo si deve l'uscita di queste piccole perle. Instant book documentatissimi, che aprono uno squarcio sulla realtà veneziana vista dai protagonisti della Venezia di oggi. Trentacinque pagine e un costo più che accessibile (tre euro), i libretti del Fontego tracciano una sorta di percorso dedicato a chi vuole toccare con mano la situazione della città d'acqua, le sue trasformazioni sempre più violente e irreversibili. Ecco allora gli ultimi quattro volumetti in questi giorni nelle librerie:

Il ponte di debole Costituzione di Nelli-Elena Vanzan Marchini, Tessera city di Stefano Boato, 
E le chiamano navi di Silvio Testa,  
Caro turista di Paolo Lanapoppi.

Lanapoppi, esponente di Italia Nostra e in passato presidente di Pax in Aqua, ricorda come uno studio dell'università Ca' Foscari firmato dall'allora professore di economia Paolo Costa - poi ministro e sindaco, oggi presidente del Porto - e Jan Van der Borg nel 1988 fissasse come limite massimo sostenibile per la città il numero di 20 mila turisti al giorno, 7 milioni e mezzo l'anno. Oggi, 23 anni dopo, i turisti sono diventati 22 milioni. E uno studio del Coses, l'organismo di ricerca finanziato da Comune e Provincia, ha fissato un nuovo limite. Esattamente il triplo di allora, 59 mila turisti al giorno, pari al numero degli abitanti nel frattempo scesi sotto la soglia dei 60 mila. A questi vanno aggiunti i circa 20 mila pendolari giornalieri. Risultato, la città è stravolta da un'invasione che porta ricchezza- non a tutti - ma che la sua fragile struttura ormai non sopporta più. Esempio emblematico quello delle meganavi, città galleggianti alte più dei campanili, che spostano 100 mila tonnellate d'acqua e sedimenti al loro passaggio. Erano un paio la settimana, adesso sono almeno cinque al giorno. Anche qui, la politica spinge nella direzione dello «sviluppo». Nuove banchine costruite in Marittima e il traffico dei bestioni davanti a San Marco che diventa sempre più pesante. Dati e numeri snocciolati con precisione e leggerezza nel libretto di Testa. E un appello a chi ama davvero Venezia e la sua laguna. «Fino a quando?» era l'emblematico titolo di un volume fotografico di Giulio Obici all'indomani dell'alluvione del 4 novembre 1966. Fino a quando Venezia potrà sopportare la nuova alluvione, come la definisce Italia Nostra, che non porta acqua ma valanghe di turisti che ormai stanno modificando a loro immagine la vita e l'economia della città?
Pungente e documentato come sempre il saggio di Stefano Boato, urbanista e docente Iuav, già assessore all'Urbanistica negli anni Ottanta. «Tessera city» è non soltanto la cementificazione del territorio e della gronda lagunare, ma un errore di prospettiva oltre che un grande danno ambientale. Anche qui, modelli di sviluppo estranei alla storia della città di cui non si riesce a liberarsi.

mercoledì 12 ottobre 2011

GRAZIE!

Ringraziamo tutti coloro che hanno accolto con favore i nuovi titoli di Occhi aperti su Venezia. Ringraziamo anche le librerie che ci ospitano, tengono i  libretti in evidenza - quasi sempre vicino alla cassa -, ci sostengono sui loro siti e blog con parole dolci che incoraggiano. Grazie a tutti.
M.

NOVITA' IN LIBRERIA

Il ponte di Calatrava è diventato una pietra dello
scandalo per i costi, i ritardi, gli errori tecnici della sua 
realizzazione, proprio nella città dei ponti



 Come spianare la strada alla speculazione. 
Due immagini e una storia 


Il crocerismo fa boom in Laguna
 Il grande affare dei condomini galleggianti. 
Quali rischi per Venezia? Quali per la salute?



Quanti siete voi visitatori che venite ogni anno a Venezia?
Qual è il limite massimo che la città può sopportare?


venerdì 16 settembre 2011

ATTENZIONE

Tra qualche giorno rivoluzioneremo il sistema di spedizione postale: sarà più semplice e meno costoso acquistare in contrassegno: così dixit mihi POSTE ITALIANE. Speriamo sia vero, vi farò sapere.

Ancora su Benettown

La libreria Marco Polo consiglia di leggere il nostro BENETTOWN di Paola Somma, una lettura che ha sgomentato molti. Ecco la recensione.

mercoledì 7 settembre 2011

Recensione alla collana Occhi aperti su Venezia




E' uscita su eddyburg.it (19 agosto) una bella recensione a Occhi aperti su Venezia firmata da Maria Pia Guermandi. Buona lettura!



Eyes wide open: da Venezia per l'Italia 
di Maria Pia Guermandi 


Declina, quest’estate, sommersa dai frastuoni delle borse che puntuali rispecchiano lo stato di totale impasse culturale e politica in cui il mondo occidentale appare impantanato. In queste ore, nel nostro paese ancora più che altrove appare chiara quest’impotenza che ottenebra le menti di chi governa, incapace se non di riproporre le ricette che ci hanno condotto in questa situazione.

E se le prime pagine sono riservate alle doglianze ipocrite sull’inevitabilità dei sacrifici cui il cambiamento globale ci costringe, le misure intraprese e ciò che sta accadendo a vari livelli sul territorio, ci consegnano un quadro di inquietante continuità rispetto al “prima della crisi”.

Mentre il mondo cambia, l’Italietta continua, con perversione ormai suicida, ad attaccarsi all’unica ricetta che conosce, da decenni, inalterata: il cemento. Dai piani casa rilanciati in queste settimane da alcune regioni, alle grandi opere infrastrutturali, destinate, come ormai sanno tutti, a non decollare mai, ma che produrranno, prima di un’inevitabile affossamento, danni economici e ambientali ingentissimi. Dallo stravolgimento della legislazione sui Parchi e le aree protette in atto anch’esso da parte delle regioni (su tutte, Piemonte e Lombardia) al demenziale moltiplicarsi dei progetti di porti turistici: vera peste che si sta abbattendo sui nostri litorali.

Continua, incessante, lo smontaggio delle residue tutele del territorio, attraverso il grimaldello delle “semplificazioni amministrative” (da ultime quelle inserite nel così detto “decreto sviluppo”, n.70/2011) e l’azzeramento, sia culturale che gestionale degli organi preposti alla tutela. Questi ultimi, da tempo ormai incapaci di elaborazioni culturali innovative e colpevolmente abbandonati in un limbo di paralisi funzionale dai devastanti tagli di bilancio (che ancora si succedono), appaiono per di più ormai ridotti, soprattutto nei ruoli di vertice, all’acquiescenza generalizzata nei confronti dei diktat dei politici, di qualunque versante. Di queste ore un'intervista al ministro Galan che, nel vuoto di idee che lascia trasparire, non manca di sottolineare come il vero compito dei Soprintendenti sia quello “di essere capaci di accompagnare i “sì”. Senza commento.

Fra le aree del nostro territorio sulle quali si concentrano da tempo simili operazioni, quella di Venezia e della sua laguna sembra davvero un bignami nel quale siano condensati tutti gli aspetti deteriori di questa fase storica. Speculazione edilizia, commissariamenti, sfruttamento turistico selvaggio, abbandono di ogni pratica di monitoraggio territoriale, grandi opere a devastante impatto ambientale: l’intera panoplia dei fenomeni che nel loro insieme testimoniano la resa incondizionata del pubblico nei confronti degli appetiti economici del privato, quasi sempre in contrasto con le esigenze della comunità.

E’ quindi più che opportuna, necessaria questa collana che la casa editrice Corte del Fontego ha inaugurato da pochi mesi. Occhi aperti su Venezia/An Eye on Venice (i testi più significativi saranno tradotti in inglese) si compone ormai di 8 piccoli preziosi libretti dedicati, ciascuno, ad illustrare un aspetto della vicenda territoriale di questo sistema così complesso e dei rischi gravissimi cui è sottoposto.

Marina Zanazzo, editore e autore del progetto, e Lidia Fersuoch, direttore scientifico, hanno scelto sapientemente di mescolare temi di cronaca (linea rossa) a brevi illustrazioni di argomenti storici, architettonici, urbanistici (linea blu) o legati alla Laguna e alle acque veneziane (linea verde): dall’archeologia subacquea alla storia della sapienza di governo del delicatissimo ecosistema lagunare, protratta per secoli con prodigiosa efficacia e incrinata, in pochi decenni, dall’insipienza e avidità umane.

In realtà, i libretti, di esemplare, anglosassone chiarezza, pur perfettamente autonomi, si richiamano l’un l’altro, non solo perché l’area geografica di riferimento è la stessa, ma piuttosto perché gli elementi e gli eventi di cui parlano si intersecano a vari livelli.

Così, ad esempio, se Benettown, di Paola Somma, racconta l’evoluzione dei rapporti di forza fra Comune e grandi investitori, fra i quali in particolare, spicca per aggressività speculativa il gruppo Benetton, esito di quel processo di mercificazione è descritto ne Lo scandalo del Lido, di Edoardo Salzano, che ripercorre quanto sta succedendo, proprio in questi mesi, sull’isola lagunare, il cui assetto rischia di essere stravolto per sempre da una serie di operazioni immobiliari scarsamente trasparenti.

Si tratta di un processo di svendita progressiva del territorio da parte dell’Amministrazione pubblica iniziato negli anni ’80, quando il padrone della città era, di fatto, Gianni De Michelis, ma perseguito con lucidità soprattutto negli anni ’90, dalle amministrazioni Cacciari che hanno trovato immediata sponda nel governo regionale, retto in quegli stessi anni da Giancarlo Galan, ora tornato, nel suo mutato ruolo di Ministro dei Beni Culturali, a completare l’opera al Lido.

Da Tessera City (1.800.000 metri cubi di megalottizzazione sulla gronda lagunare per creare “la città del divertimento e dello sport”), alle speculazioni edilizie nel Parco di San Giuliano, dalla metropolitana sub lagunare alla stazione dell’AV destinate a compromettere la piattaforma di argille fossili (il caranto) che regge le isole e i centri abitati: infrastrutture devastanti e “valorizzazione” a senso unico si sommano all’ideologia delle Grandi Opere (il Mose) e del turismo predatorio, senza regole, né limiti nella compromissione di un sistema, quello lagunare, mantenuto miracolosamente in equilibrio da una capacità di governo del territorio ineguagliata nel tempo.

Inesistenti, da troppi anni a questa parte, gli organismi deputati a salvaguardare il paesaggio e il centro storico più prezioso e fragile al mondo: negli ultimi anni specialmente, i Soprintendenti, prontamente adeguatisi alla nuova versione “light” della tutela propugnata in via del Collegio Romano, hanno regolarmente avallato senza frapporre contrasti, qualsiasi progetto. Dal Lido al Ridotto del Teatro San Marco, al Fontego dei Tedeschi sono state approvate senza batter ciglio devastanti trasformazioni di immobili di pregio in contesti urbani delicatissimi e i Soprintendenti perfettamente calati in quel ruolo di “facilitatori” prefigurato, come ricordavamo, dal Ministro Galan, si sono ben guardati dal frapporre qualsiasi “lungaggine burocratica” (tale era la definizione di vincolo per Massimo Cacciari) al desiderio degli imprenditori – mecenati. Né poteva mancare, a rendere ancor più semplice il compito di questi ultimi, la figura del Commissario di Protezione Civile, chiamato, al Lido, a “semplificare” le operazioni di speculazione immobiliare.

L’insieme di queste vicende raffigura una coazione a ripetere tanto tenacemente reiterata quanto suicida negli effetti ed illustra in maniera esemplare il processo di impoverimento, non solo economico, dell’apparato pubblico: in questo gioco ad armi impari in cui è ormai il privato a dettare le condizioni, oltre alla svendita del proprio patrimonio immobiliare, l’Amministrazione pubblica (dai Comuni, alle Regioni, al Mibac) ha conosciuto, in questi ultimi anni, un pauroso arretramento delle proprie capacità di governo cui ha reagito spesso con una limitazione degli strumenti di controllo e della trasparenza: si può insomma affermare che oggi i nostri Comuni non solo siano molto più poveri, ma anche più inadeguati e meno democratici.

Contro questa situazione, così come un po’ dovunque in Italia, anche a Venezia la linea di resistenza è stata costruita dal basso, dai molti comitati e Associazioni di cittadini che, con alterno successo, ma con sempre maggiore consapevolezza ed entusiasmo, contrastano i vari progetti di speculazione e stravolgimento degli equilibri lagunari.

A tale patrimonio di risorse attinge “Occhi aperti su Venezia”, ma al contempo ne va diventando uno degli strumenti essenziali di lotta, costruendo una base di conoscenza indispensabile per orientarsi in vicende molto complesse e con attori assai agguerriti: come ci ha insegnato Lucio Gambi, occorre “conoscere per agire”.

Ma non solo ai cittadini di Venezia questa serie di libretti si rivolge, bensì a tutti coloro che nel miracolo della città lagunare scorgono la lezione assolutamente attuale della necessità di una manutenzione (di un governo) continuo del territorio. E l’urgenza di scacciare, come ci ha recentemente ricordato Jean Clair, l’orrore, il furore, il rumore, per riportare “la grazia e la conoscenza”.

Per acquistare i libretti




sabato 30 luglio 2011

Tariffa postale cambiata

Proprio da ieri, 29 luglio 2011, senza preavviso e comunicazione in ufficio postale, la tariffa del pacco ordinario è passata da 7,00 euro a 9,10 euro!!!!!  (causa Decreto ministeriale 20/05/2011, pubblicato nella G.U. del 28/07/2011, in vigore da 27 luglio 2011).
Inutile continuare con il contrassegno! 
Guarda menu Come acquistare Occhi aperti su Venezia
Mi scuso  di aver ieri spedito due contrassegni con prezzo già modificato: l'ho appreso solo al momento del pagamento.
MZ

sabato 23 luglio 2011

SIAMO TORNATI

Buone vacanze a tutti. Noi siamo tornati e stiamo lavorando al prossimo quartetto di Occhi aperti su Venezia. Buona lettura.

mercoledì 8 giugno 2011

Ancora su Lo scandalo del Lido

 
  LIDO DI CEMENTO
  di Raffaele Liucci, "Il Fatto Quotidiano", 3 giu. 2011

  Sw Gustav von Aschenbach, il protagonista di Morte a Venezia, potesse un giorno non remoto risorgere e far ritorno al Lido, si sparerebbe un colpo di pistola alla tempia. Annichilito non da qualche acerbo biondino polacco, ma dal paesaggio sanguinante. Un villaggio vacanze di 32 villini più un Hotel di tre piani con piscina edificati all’interno del forte austriaco di Malamocco. L’ex Ospedale a Mare (un capolavoro di architettura novecentesca) trasformato in un centro residenziale e commerciale, con torri e grattacieli. Una gigantesca darsena per 1000 posti barca (grande come la Giudecca) realizzata davanti alle dune della spiaggia di San Nicolò, non lontano dall’Hotel Des Bains. Almeno   due parchi pubblici cementificati. Questo è soltanto un elenco sommario dei numerosi progetti edilizi in cantiere al Lido. La chiamano «riqualificazione», ma si tratta, in realtà, della più massiccia speculazione immobiliare dell’ultimo mezzo secolo in laguna, come documenta un aureo volumetto di Edoardo Salzano (Lo scandalo del Lido di Venezia. Cultura e affari, turismo e cemento nell’isola di Aschenbach, Corte del Fontego). Come s’è giunti a tutto ciò? Qualche anno fa, per finanziare un nuovo Palazzo del Cinema, il Comune di Venezia ha svenduto agli immobiliaristi spiagge, parchi ed edifici storici. Ma il nuovo Palazzo del Cinema probabilmente non si farà mai (i lavori sono fermi, per il lievitare dei costi, e al suo posto c’è un’enorme   voragine). In compenso, è stata avviata la «riqualificazione» nelle altre zone, favorita da un Commissario ad hoc di nomina governativa, che gestisce l’urbanistica dell’isola in piena autonomia, scavalcando il consiglio comunale. In città sta montando lo sdegno: comitati, manifestazioni, appelli, assemblee affollatissime. È in corso una partita decisiva. Amerigo Restucci, consigliere della Biennale e rettore di Architettura, ha detto che, se portati a termine, i piani di sviluppo per il Lido un giorno saranno studiati all’Università, come modello di malgoverno del territorio. Difficile trovare un caso più doloroso di liquidazione del patrimonio pubblico in favore degli interessi privati. Italia Spa? 
www.unaltrolido.com

lunedì 30 maggio 2011

come acquistare i libretti di OCCHI APERTI SU VENEZIA

L'accoglienza dei libretti di Occhi aperti su Venezia, presenti in tutte le principali librerie veneziane (Ca'Foscarina, Toletta, Goldoni, Cluva, Studium, Marco Polo), è stata molto calorosa e ci incoraggia ad andare avanti con entusiasmo.

I libretti sono stati concepiti per essere messi in vendita a Venezia ma riceviamo richieste da altre città.  
Il problema è che i libretti costano 3 euro, meno della metà del costo del contrassegno (7,70) e meno anche del costo di un bonifico. 
Unica soluzione è acquistare almeno quattro libretti per volta con  contrassegno o bonifico oppure venite a trovarci di persona. Ne saremo felici.
Grazie a tutti

domenica 29 maggio 2011

Lo scandalo del Lido

Su «la Repubblica. it. Ambiente» di oggi una lunga inchiesta di Francesco Erbani,
L'assalto al Lido di Venezia, cemento all'ombra della cricca. 
Tra i riferimenti utili all'approfondimento, il librino di Eddy Salzano appena uscito in libreria,  
Lo scandalo del Lido di Venezia.  Cultura e affari, turismo e cemento nell'isola di Aschenbach.
  
Leggi l'articolo qui:

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/05/29/news/lido_venezia_articolo-16891524/?ref=HRER2-1

Segnalazioni

Sul quotidiano «TERRA», nelle pagine dedicate al Nordest,  leggi segnalazione sulla nuova collana Occhi aperti su Venezia:

file:///Users/marina/Desktop/2405_TERRA_web.pdf

martedì 3 maggio 2011

I libretti di OCCHI APERTI SU VENEZIA sono in libreria!

Puntuali, i libretti di Occhi aperti su Venezia sono approdati in libreria:
al momento sono disponibili alla Ca'Foscarina, alla Toletta, alla Goldoni, in Cluva.
Cercateli vicino alle casse (per ora)