Le orde di turisti, il ponte «di debole Costituzione», le meganavi e il cemento in una collana di instant book che raccontano una pericolosa trasformazione
Un'idea di sviluppo fondata soltanto sulla «ricchezza facile» e sul turismo. Una città spremuta e violentata da 22 (presto diventeranno 30) milioni di visitatori ogni anno. Sviluppo insostenibile, che minaccia da vicino un ambiente unico al mondo, dagli equilibri delicatissimi. E' questo il filo conduttore di una nuova collana di saggi editi dalla piccola casa editrice veneziana Corte del Fontego. Alla cultura e alla tenacia di Marina Zanazzo si deve l'uscita di queste piccole perle. Instant book documentatissimi, che aprono uno squarcio sulla realtà veneziana vista dai protagonisti della Venezia di oggi. Trentacinque pagine e un costo più che accessibile (tre euro), i libretti del Fontego tracciano una sorta di percorso dedicato a chi vuole toccare con mano la situazione della città d'acqua, le sue trasformazioni sempre più violente e irreversibili. Ecco allora gli ultimi quattro volumetti in questi giorni nelle librerie:
Un'idea di sviluppo fondata soltanto sulla «ricchezza facile» e sul turismo. Una città spremuta e violentata da 22 (presto diventeranno 30) milioni di visitatori ogni anno. Sviluppo insostenibile, che minaccia da vicino un ambiente unico al mondo, dagli equilibri delicatissimi. E' questo il filo conduttore di una nuova collana di saggi editi dalla piccola casa editrice veneziana Corte del Fontego. Alla cultura e alla tenacia di Marina Zanazzo si deve l'uscita di queste piccole perle. Instant book documentatissimi, che aprono uno squarcio sulla realtà veneziana vista dai protagonisti della Venezia di oggi. Trentacinque pagine e un costo più che accessibile (tre euro), i libretti del Fontego tracciano una sorta di percorso dedicato a chi vuole toccare con mano la situazione della città d'acqua, le sue trasformazioni sempre più violente e irreversibili. Ecco allora gli ultimi quattro volumetti in questi giorni nelle librerie:
Il ponte di debole Costituzione di Nelli-Elena Vanzan Marchini, Tessera city di Stefano Boato,
E le chiamano navi di Silvio Testa,
Caro turista di Paolo Lanapoppi.
Pungente e documentato come sempre il saggio di Stefano Boato, urbanista e docente Iuav, già assessore all'Urbanistica negli anni Ottanta. «Tessera city» è non soltanto la cementificazione del territorio e della gronda lagunare, ma un errore di prospettiva oltre che un grande danno ambientale. Anche qui, modelli di sviluppo estranei alla storia della città di cui non si riesce a liberarsi.
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